Misurare la tossicità: DL50 e CL50
La pericolosità acuta di una sostanza si esprime con due parametri sperimentali:
- Dose Letale 50 (DL50): la dose che uccide il 50% degli animali da esperimento sottoposti al trattamento.
- Concentrazione Letale 50 (CL50): la concentrazione in aria o acqua del prodotto che agisce allo stato di gas o vapore e che ottiene lo stesso effetto della DL50.
Più basso è il valore, più il prodotto è tossico: basta una quantità minore per produrre l'effetto. Su questi dati si basa la classificazione in categorie di tossicità acuta.
Il sistema CLP
La classificazione ed etichettatura di pericolo segue il Reg. (CE) 1272/2008, detto CLP. Tutti i pittogrammi CLP hanno la forma di losanga con fondo bianco e bordo rosso, con un simbolo nero all'interno. Accanto al pittogramma c'è un'avvertenza, che può essere solo di due tipi: "PERICOLO" per le categorie più gravi e "ATTENZIONE" per quelle meno gravi.
L'etichettatura di pericolo è l'insieme di pittogramma, avvertenze, indicazioni di pericolo (frasi H), consigli di prudenza (frasi P), con il nome del prodotto e dell'impresa che lo ha immesso in commercio.
Pittogrammi e avvertenze secondo la banca dati
- Teschio su tibie incrociate, "PERICOLO": tossici acuti di categoria 1, 2 e 3.
- Punto esclamativo, "ATTENZIONE": tossici acuti di categoria 4. Il punto esclamativo però non si trova solo sui categoria 4: compare anche su prodotti irritanti, sensibilizzanti per la pelle e irritanti per le vie respiratorie.
- Persona danneggiata (pericolo per la salute), "PERICOLO": sensibilizzanti per inalazione.
- Persona danneggiata, "ATTENZIONE": cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione di categoria 2.