Perché i contenitori vuoti sono un rischio
Un contenitore "vuoto" di prodotto fitosanitario non è mai davvero vuoto: sulle pareti e sul tappo restano residui di formulato concentrato. Per questo i contenitori vuoti possono causare intossicazioni a chi viene in contatto con essi e inquinamento delle acque e del suolo. Per la banca dati sono un rifiuto da gestire con regole precise, non un oggetto da riutilizzare.
I tre divieti assoluti
- Gli imballaggi dei prodotti fitosanitari non possono mai essere utilizzati per altri scopi: nemmeno per acqua, mangimi, attrezzi o come vasi.
- I contenitori usati non possono essere immessi nei cassonetti dei rifiuti urbani.
- Abbandonare o disperdere i contenitori vuoti non è consentito in nessun caso, né nei campi né bruciandoli.
La bonifica
Dopo l'uso i contenitori devono essere bonificati, cioè lavati per eliminare i residui di prodotto. Il metodo corretto indicato dalla banca dati è di almeno tre risciacqui consecutivi con acqua. In pratica, appena svuotato il contenitore nella botte, lo si riempie in parte d'acqua, lo si chiude e lo si agita, versando ogni volta il liquido nell'irroratrice.
L'acqua di lavaggio derivante dalla bonifica deve essere versata nella miscela preparata per effettuare il trattamento. In questo modo il prodotto residuo viene distribuito sulla coltura insieme al resto della miscela, invece di finire nel terreno o nelle acque. Versarla nel fosso, nella fognatura o sul piazzale è sempre sbagliato.
Alcune irroratrici sono dotate di lavacontenitori integrati nel serbatoio di premiscelazione, che facilitano il risciacquo e convogliano direttamente l'acqua nella botte.